Lavorare in televisione è facilissimo: basta inviare una propria foto per rivedersi nel piccolo schermo come protagonista di un talk show o di una soap opera.
In forma “proiettata” di avatar.
E’ la tv degli alter ego, derivazione italiana di Second Life , il mondo parallelo su internet popolato dalle ombre digitali di milioni di internauti che vivono per loro milioni di seconde vite.
Più appaganti o comunque diverse da quelle reali.
L’emittente è stata creata su Web dai creativi dello studio comunicazioni visive.net , guidato dal regista italo-americano Tony Digrigio, avatar dell’umano Federico Ajello.
Il suo eloquente slogan è: “Come una tv vera, solo che è finta”
Per ora trasmette programmi che raccontano la realtà di Bologna, città dei suoi artefici, ma conta di ampliarsi in un network nazionale coordinato da redazioni dislocate in ogni città.
Ci sono telegiornali, talk-show, soap opera, dove l’ironia e la satira non mancheranno e chiunque ha un progetto, un’idea creativa della quale parlare potrà, se l´argomento viene ritenuto valido, diventare protagonista e, come rassicurano gli ideatori: «non dovrete procurarvi un avatar (l’alter ego virtuale), la vostra versione 2.0 ve la realizzeremo noi».
“Come racconta Tony Digrigio «Microposse Tv è una vera e propria Web TV con un suo palinsesto. L´intento è dare visibilità a fenomeni creativi e culturali della nostra città»”.
“Ma come avviene la trasformazione da esseri umani ad avatar in tre dimensioni? «E’ semplice basta inviare una foto frontale a labbra chiuse, il resto lo facciamo noi. E nel caso dei talk show, il protagonista invia anche un file con le domande e le risposte e così, almeno per una volta, l’ideatore di un progetto ne potrà parlare liberamente. Ci saranno anche le comparse, il pubblico, e attenzione, chiunque potrebbe ritrovare il proprio avatar tra di loro!»”.
39 negli speciali “Bum Bum Bum” e 28 nelle due serate “L’ultima occasione”.

della Rai, Minoli invita in studio Marco Bassetti, patron di Endemol, la società recentemente acquistata da Mediaset. Per sollecitare l’orgoglio dei dipendenti Rai, Minoli chiede a Bassetti perché si debba parlare di format per programmi come «La prova del cuoco» (scorrono immagini di vecchi programmi Rai di cucina) o «Che tempo che fa».
veline, negli Usa ha cavalcato con le sue reti la paura per sostenere la guerra di Bush. Così, anche un concorrente in ascesa come Sky è servito!Minoli si fa benedire dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. Al quale chiede: «Non è che la sua riforma favorisce Sky?», «La Rai è schiacciata fra Sky e Mediaset?», «Come fa la Rai ad essere competitiva con un cda che è diretta emanazione della politica?.Ha ancora senso un Servizio Pubblico?». Il sì di Gentiloni a quest’ultima domanda suona come una sorta di investitura dell’intervistatore alla direzione generale…
