La sposa perfetta:un caso politico e culturale

 La Sposa Perfetta è già un caso, perlomeno sul piano politico e culturale: alla prima puntata sono insorti i sindacati dei giornalisti Rai e nazionale, numerosi parlamentari di sinistra a partire da Vladimir Luxuria, e persino qualche giornale internazionale, che ha rispolverato con sprezzo il cliché degli italiani mammoni. Soprattutto si registra una polemica al fulmicotone, che ha aperto da par suo Natalia Aspesi: «Il paese delle suocere televisive pare uscito dalle vignette dell’epoca fascista. Se pure si tratta di un gioco per le masse bonaccione, si può dire senza esporsi al ludibrio generale che forse la televisione di Stato sta esagerando nel non porre limiti alla spazzatura, alla maleducazione, alle menzogne, all’inciviltà?».

Ci sono dunque le premesse perché La Sposa Perfetta possa diventare un nuovo fenomeno televisivo?

E’ già successo in Turchia, da dove appunto arriva il format originale del programma, che ha avuto quasi più successo del Grande fratello, in un Paese che certo non svetta in testa alle preferenze delle femministe. Mamma, li turchi!, appunto. E lo spettacolo può andare avanti. Si riapre pure la sfida frontale con il flop bucolico Un, due, tre stalla! di Canale 5, che prova a restare in onda in una nuova versione “defilippiana”, meno simile a La Pupa e il Secchione versione letame, e più a una sfida genere Uomini e donne. Ma i cosiddetti produttori di televisione parlano freddamente dei loro prodotti industriali, che molti considerano appunto spazzatura: «polemiche eccessive» è il ritornello. «I nostri prodotti immateriali sono finalizzati a raccogliere un pubblico ben preciso, non facciamo cultura», ripetono. Non ci sono idee, e men che meno ideologie che tengano, dal punto di vista dichiarato delle varie Magnolia, Endemol e via elencando: tutt’al più parlano di «concept» – e con ciò, tante scuse per l’ultimo termine tecnico – e nel caso de La Sposa Perfetta aggiungerebbero l’aggettivo formidabile.

2 Risposte to “La sposa perfetta:un caso politico e culturale”

  1. Fabio Says:

    Io penso questo: visto che le idee nuove scarseggiano, la cosa importante è fare “scena”.
    Almeno i produttori sono realisti, dicendo che non fanno cultura.
    Comunque per loro basta parlarne, bene o male…

  2. sabrina Says:

    Secondo me le nuove idee ci sono ,ma nessuno si prende la briga di invertirci.
    Preferiscono infatti la sicurezza di comprare qualcosa che in altri paesi ha già avuto successo e in certo senso è già stato testato…

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